Sabato 18 settembre tutti ad Adro
La notizia si è già dileguata. Eppure rappresenta una svolta
nella storia delle Repubblica. Mai un partito aveva ritenuto a tal punto
legittima la propria occupazione dello Stato da imporre i suoi simboli agli
edifici e agli spazi pubblici. L'unico esempio nella storia nazionale
dall'inizio dello scorso secolo in avanti è quello che è venuto in mente a
tutti. Quando il partito fascista ha preso il potere, scuole, caserme, stazioni
ed uffici postali si sono ornate di fasci littori.
Ad Adro, nel bresciano, è accaduto qualcosa di davvero paragonabile. Guardate
con i vostri occhi, se non lo avete ancora fatto. Con i soldi pubblici è stata
costruita una scuola – pubblica – costellata dei simboli deliranti del paese che
non c'è: la Padania. E a colpire in particolare sono le reazioni di alcuni fra i
genitori che in quelle scuole mandano i loro figli. Pochi sono quelli che,
apertamente, denunciano. Altri sono semplicemente entusiasti: "La scuola l'ha
costruita la Lega", oppure: "Io sono della Lega, quindi sono contento". Altri si
schermiscono o parlano di spalle. Il partito-territorio, lontano dalle grandi
aree metropolitane, sta sperimentano delle piccole dittature locali della
maggioranza. Ad Adro, chi la pensa diversamente ha paura di esporsi. E chi
governa invece è sicuro del proprio legittimo sentimento di impunità.
Ma certo non basta scandalizzarsi. Eppure, la verità è molto semplice. In
Italia, si sarebbe dovuto fare – e da tempo – quello che è stato fatto in
Francia e in Olanda: organizzare un cordone sanitario attorno alla Lega Nord.
Impedirle di occupare posizioni di potere dalle quali avrebbe poi proceduto a
occupare – e sappiamo con quale stile – le istituzioni locali e nazionali. La
Lega Nord fa oggettivamente parte dell'estrema destra europea, assieme a partiti
quali il Fronte Nazionale di Le Pen ed il Vlaams Block in Fiandra. Partiti che,
non casualmente, sono esclusi dal gioco delle alleanze in quei paesi. Invece, al
di là della destra berlusconiana – altra anomalia radicale della nostra
democrazia davvero malata – perfino la sinistra l'ha a lungo corteggiata,
talvolta imitandone goffamente posizioni e istinti. Il vero avversario, nel
nord, è oggi la Lega. E chiunque non diviene un attivo militante anti-leghista
favorirà pur indirettamente l'occupazione delle istituzioni locali da parte di
un partito secessionista, estremista ed eversivo (parole davvero opportune, dopo
questa vicenda di Adro).
Una manifestazione pacifica e democratica ad Adro per ricordare che anche quelle
valli fanno parte della Repubblica non sarebbe la soluzione. Ma certo aiuterebbe
a far sentire un po' meno soli quei cittadini di Adro che ora hanno paura di
dire per i loro figli vogliono una scuola democratica, libera da assurdi simboli
di partito.
L’iniziativa nata dal PD di Adro e dai giovani della
provincia di Brescia si terrà ad Adro sabato 18 settembre, dalle 9:00 alle
12:00, in piazza Padre Costantino Ruggeri (ex piazza mercato).