| Per Adro una lezione dall'Africa da Qui Brescia | |
| venerdì 23 aprile 2010 | |
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(red.) La provincia di Brescia è stata svergognata come razzista davanti a tutta Italia in diretta tivù giovedì sera dal racconto delle telecamere della trasmissione "Annozero", che ha cavalcato lo scandalo della mensa negata da parte del sindaco del comune di Adro, Oscar Lancini, ai bambini delle scuole materne ed elementari appartenenti alle famiglie non in regola con il pagamento della retta. Lo stesso primo cittadino che ha tentato di buttare in politica una vicenda di solidarietà umana: «Avete dipinto il comune di Adro come un paese razzista per colpire la Lega», ha sostenuto. Ma la risposta al primo cittadino e ai genitori del paese che hanno condiviso il metodo di punire chi non paga negando la refezione ai figli incolpevoli, è arrivata a stretto giro di posta. E' una lezione proveniente da un missionario che nel nord del Congo fa assistenza ai bambini, sfamandone circa 900 tutti i giorni. Padre Giovanni Piumatti, dopo essere venuto a conoscenza della vicenda e del gesto dell'imprenditore Silvano Lancini che ha saldato personalmente il debito della mensa con un bonifico di 10 mila euro , ha spedito al benefattore un contributo di 700 euro accompagnato da una lettera nella quale si leggono parole vere e commoventi: «Abbiamo letto, qua in Africa, la tua lettera “Io non ci sto” . Anch'io non ci sto. In un mondo come lo sta costruendo una certa parte di italiani, io non ci sto! La nostra Italia non è mai stata così: non dobbiamo permettere che alcuni la deturpino. Ti inviamo un contributo per pagare la mensa per un anno ad uno dei tuoi-nostri bambini. Sono soldi che molti amici dell’Italia ci danno per l’Africa. Conoscendo bene i nostri amici so che sono contenti se ne invio una fetta lì a Brescia; perché anche loro vogliono un mondo diverso: un mondo fatto più di ponti che di barriere». Parole sante, verrebbe da dire, che si inseriscono in una vicenda che ha diviso anche la chiesa cattolica , firmate da padre Giovanni (foto in alto) che in Africa ci sta da più di 30 anni e sa che cosa vuol dire fare solidarietà in prima linea , dall'ostetrica Concetta, da Elisa e dagli amici di Muhanga, nel nord Kivu della Repubblica democratica del Congo, che spesso si avvalgono della solidarietà dei bresciani e che hanno voluto ricordare i legami con la nostra provincia. «Nel Bresciano ho alcuni dei miei famigliari e un bell'esempio di missionario in Africa l'ho avuto da padre Maggioni», ha scritto padre Piumatti, missionario diocesano (e non comboniano come scritto in precedenza) pinerolese 71enne, ricordando «inoltre gli amici dentisti, quelli dello "smile mission", che ci hanno costruito tre studi-laboratorio e vengono regolarmente a prestar servizio. O Marcello, vigile urbano, che le sue vacanze le ha fatte nel nostro villaggio come volontario. Il contributo che mandiamo é null'altro che un gesto e so che gli altri bimbi di Adro lo farebbero spontaneamente. Siamo sicuri che i nostri ragazzi saranno fieri di questo gesto, come gli amici che ci hanno dato questi soldi come pegno di solidarietà e di giustizia». A Muhanga e Bunyatenge, piccoli villaggi di foresta», è la testimonianza che arriva dall'Africa, «ogni giorno diamo a tutti i ragazzi delle scuole (circa 900) una tazza di "masoso", papetta fatta di mais-sorgo-soja (senza zucchero). E' capitato qualche volta che la casseruola si vuotasse troppo in fretta. Subito i bimbi che avevano già ricevuto si son mossi e hanno condiviso la loro tazza con gli altri». E in Franciacorta, terra che vive di imprenditoria e soprattutto di agricoltura, di vino e di turismo, si sta diffondendo il malcontento per l'immagine che i media di tutto il mondo hanno diffuso della zona (e quindi di riflesso per i suoi prodotti) dopo le scelte del sindaco di Adro. |
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