Adro, niente menu per i musulmani
nella scuola con i simboli della Lega
L'Unione delle comunità islamiche
scrive al presidente Napolitano dopo il diktat del sindaco "I
bambini per avere menu senza carne di maiale dovranno avere una
prescrizione del medico"
Nuova polemica
sulla scuola di Adro in provincia di Brescia: mentre non si sono
ancora placati gli echi dello scontro politico sui simboli del
"sole che ride" distribuiti a pioggia in tutto il nuovo
complesso scolastico, questa volta a protestare è l'Ucoii,
l'Unione delle comunità islamiche italiane, che in una lettera
al presidente della Repubblica ha denunciato una presunta
discriminazione a danno degli alunni di religione islamica. "Il
sindaco Oscar Lancini - spiega l'Ucoii a Giorgio Napolitano - ha
decretato che i bambini che frequentano la scuola elementare
dedicata a Gianfranco Miglio non potranno più usufruire di menu
alternativo alla carne di maiale se non con 'motivata
prescrizione medica'. In tutta evidenza si vogliono discriminare
gli alunni musulmani, espellendoli dalla mensa scolastica".
Secca la replica del parlamentare europeo leghista Mario
Borghezio, il quale appartiene allo stesso partito che ha la
maggioranza nell'amministrazione comunale: "Con le accuse
rivolte alla Lega, pur senza nominarla esplicitamente, l'Ucoii
interferisce pesantemente nella politica interna del nostro
Paese. Ciò conferma la giustezza della posizione assunta dal
governo italiano di non riconoscere come interlocutori questi
estremisti islamici. Se i fondamentalisti mussulmani dell'Ucoii,
edizione italiana dei Fratelli mussulmani, si trova così male al
Nord, vadano pure al Sud: noi non ci offendiamo di certo".
Diversa la posizione del dirigente del polo scolastico di Adro,
Gianluigi Cadei: "Penso si possa trovare una soluzione positiva
a questo problema. basta un po' di buonsenso". Cadei ha
precisato: "Per soluzione positiva intendo la possibilità che ci
sia un'alternativa al maiale nei giorni in cui è previsto in
mensa". Nella lettera al presidente della Repubblica, l'Ucoii
afferma che il problema della discriminazione dei musulmani
riguarda buona parte del Nord Italia, "dove la libertà religiosa
ed anche la dignità di persone, così come disegnata dalla Carta
fondamentale e dalle convenzioni cui lo Stato aderisce, sono
gravemente conculcate".
In sostanza, afferma il presidente Izzedin Elzir, "lo sforzo
coeso dei musulmani in Italia, cittadini italiani o residenti
stranieri, di dare pieno credito ai principi fondanti della
Repubblica, viene spesso frustrato per ragioni di mera
propaganda politica" esacerbata dalla "azione irresponsabile" e
dalla "protervia di veti preconcetti e ingiusti" posti da
"talune amministrazioni e giunte locali". Una propaganda che,
denuncia l'Ucoii, arriva a "impedire il godimento di elementari
diritti". Elzir parla di una "provocazione odiosa in quanto
discrimina i futuri cittadini italiani, bambini e bambine
musulmane che a decine di migliaia stanno crescendo in questo
nostro paese". Per questo l'Ucoii chiede a Napolitano un "suo
alto e autorevole intervento, affinché i musulmani d'Italia
sappiano che dal puntuale assolvimento dei loro doveri civici
deriva la tutela dei loro elementari diritti di persone e
credenti".