I simboli restano e per ora Lancini tace

BresciaOggi 23 settembre 2010

«C'è il Sindaco?». «Il sindaco non c'è e non ha niente da dire». È un Oscar Lancini dal volto provato quello che ieri pomeriggio, nel suo studio in Municipio è spuntato da dietro una pila di carte che affollano la sua scrivania e che sembrano la metafora del clima d'assedio e di isolamento in cui in queste ore accompagnano il primo cittadino di Adro. Il sindaco non c'è per il telefonino che squilla in continuazione chiedendo dichiarazioni e lumi sul futuro di quei simboli sulla scuola dedicata a Miglio. Non c'è per la stampa e per una troupe della Rai che bussa alla sua porta.


C'È, PERÒ, per la sua gente di Adro che invita con un manifesto a ritirare il libro «Una casa per la scuola» in biblioteca e al gazebo che il Comune allestirà in Piazza Costantino Ruggeri sabato dalle 9 alle 13 (il caso vuole a due passi dal presidio del Pd preannunciato per lo stesso giorno).

Dopo la riunione di lunedì sera in municipio con quasi tutti gli assessori – ne mancava solo uno - e, sembra, alcuni responsabili della Lega adrense, Lancini pare intenzionato a difendere ad oltranza la sua scelta, tanto che, ha confermato ieri il vicesindaco, non c'è stata alcuna decisione anche perchè si sta cercando una linea operativa compatta. Soprattutto dopo che da via Bellerio a Milano, sede della Lega, non è arrivato ad Adro l'appoggio sperato dei leader e la solitudine di chi dovrebbe garantire una copertura all'azione di rottura si fa sentire anche per un «duro» come Lancini che ha ribadito di non avere ancora formalmente in mano la lettera-ultimatum.

G.C.C