Scuola: Cgil, ad Adro lo Stato batta un colpo
"L’appartenenza al territorio
e alle sue origini". Cosi giustifica il sindaco di Adro i simboli
del sole delle Alpi apparsi nella nuova scuola costruita dal comune. E' quanto
si legge in una nota diffusa oggi (14 settembre) dalla Cgil Lombardia.
"Non sfugge a nessuno - spiega il sindacato - il fatto che
quello è il simbolo manifesto di una precisa forza politica e non ci stupiremmo
se qualcuno, passando da quelle parti, dicesse 'è la scuola della Lega Nord'.
Marchiare di un simbolo così impegnativo la scuola pubblica rischia di negarne
il valore nazionale e di ostacolarne uno degli obiettivi: quello di favorire la
convivenza tra studenti e tra famiglie, offrendo strumenti di conoscenza e
sapere possibilmente uguali dalle Alpi alla Sicilia".
"E’ innegabile che un simbolo rimanda a dei contenuti e dei
valori. Il sole delle Alpi è oggi impregnato di esaltazione dei localismi, di
rifiuto del diverso, di intolleranza se non di odio nei confronti dei migranti.
Un brutto messaggio per chi, piccolo o grande, varca la soglia di quella
scuola".
"Un brutto messaggio che apre la strada ad altri simboli nei
quali ognuno di noi può trovare ispirazione per giustificare un proprio passato
di tradizioni contro un altro. Il sole delle Alpi, la falce e il martello, il
crocifisso, la mezza luna islamica, la stessa svastica sono simboli che
risalgono alla notte dei tempi, ma se portati a bandiera di una causa, rischiano
di frammentare il Paese e di alimentare tensioni e integralismi".
"Lo sforzo delle istituzioni, in ogni loro articolazione -
prosegue -, dovrebbe essere quello di salvaguardare la convivenza civile e
democratica della comunità di riferimento. Una bella scuola, tecnologicamente
avanzata com’è quella di Adro, non può essere il prezzo per svendere valori e
idealità sanciti dalla nostra Costituzione".
"L’occasione, in ogni caso, dovrebbe interessare il ministero
dell’Istruzione e quello che il ministero stesso rappresenta in termini di
diritto ad una formazione pubblica, plurale e rispettosa di ogni diversità: la
Cgil Lombardia - conclude la nota - chiede che i rappresentanti del ministero in
terra lombarda mandino almeno un segnale in difesa dei valori costitutivi della
scuola di tutti".