BresciaOggi
Non si placa la polemica attorno alla scuola di Adro e ai simboli del «Sole
delle Alpi» che ne ornano tetto, aule, banchi, corridoi, arredi, facendo finire
in secondo piano anche i pregi di un edificio all’avanguardia per funzionalità e
didattica. In questi giorni è un intrecciarsi di commenti e prese di posizione
che hanno fatto fiorire sulla rete e su Facebook gruppi e forum pro e contro
l’iniziativa del sindaco Oscar Lancini.
Intanto Adro si appresta a vivere un fine settimana da paese assediato con una
manifestazione organizzata sabato da Pd in piazza Ruggeri dalle 9 alle 12 alla
quale prenderà parte anche Francesca Puglisi della segreteria nazionale
affiancata da consigliere regionali e provinciali e da alcuni parlamentari. Una
manifestazione - spiegano i promotori - è contro «l’occupazione politica
leghista della scuola pubblica, per chiedere la cancellazione dei simboli e il
ripristino della legalità, con tricolori e bandiere». Ad Adro, a parlare di quei
circa 700 simboli che costellano le nuove scuole oggi ci sarà anche Viviana
Beccalossi, parlamentare bresciana del Pdl, invitata in Franciacorta dal suo
partito e l’esponente del Centro Destra ha già promesso un intervento sul
Provveditore agli studi.
Intanto contro questi simboli non si sono schierati solo gli insegnanti della
scuola pubblica ma anche quelli della scuola cattolica (1060 studenti) della
Madonna della neve di Adro. «Nella nostra scuola - ha precisato padre Gino - il
crocifisso è la sintesi del messaggio cristiano, modello da vivere, non un
simbolo per dividere.
Nelle nostre aule non c’è mai stato né ci sarà mai un simbolo di partito: Cristo
apre le braccia a tutti». Tra i leghisti che hanno condiviso la scelta di
Lancini, il presidente della provincia di Bergamo Pirovano: ironica la reazione
del Pd bergamasco che lo ha invitato a mettere lo stesso simbolo su tutti gli
edifici della provincia. Le minoranze che, come gli insegnanti, hanno scoperto i
simboli su banchi e arredi solo a scuola aperta, si stanno riunendo da tre sere
per mettere a punto iniziative per far rimuovere quei simboli e sono pronti ad
inviare al Presidente della Repubblica una lettera che, riepilogando la vicenda,
chiede di intervenire perché «in questo paese vengano ripristinati la legalità,
il rispetto e la democrazia secondo i principi ispiratori della nostra
Costituzione». «Ribadisco - spiega in proposito Marino Gandossi, esponente del
Pdl di Adro - che, a prescindere dalle questioni politiche, il fatto
verificatosi è di una gravità assoluta e va a toccare i principi fondamentali
della civiltà e della democrazia». Sul fronte della scuola i sindacati
unitariamente denunciano «con fermezza la grave situazione che si sta
verificando. Decorare il nuovo edificio con i simboli di un partito, quindi di
una parte, indigna e offende tutti i cittadini che credono in una scuola
pubblica, laica, democratica e libera da ogni strumentalizzazione politica.
Marchiare una scuola con i simboli utilizzati da un qualsiasi partito, in questo
caso la Lega Nord, porta la memoria lontano nel tempo e pone il problema, su cui
tutta la comunità civile deve riflettere, del ruolo educativo delle istituzioni
scolastiche e del senso dello Stato: la scuola è un bene comune, non può
diventare proprietà privata di qualsiasi parte.
«Spiegare che il sole delle Alpi è un simbolo che appartiene alla storia locale
- continuano - è un insulto all’intelligenza dei liberi cittadini. Il Sole delle
Alpi spegne la scuola di Adro e contribuisce a non portare al centro del
dibattito culturale la scuola e le sue problematiche». E al ministro Gelmini che
ha affermato «mi piacerebbe che tutti coloro che hanno polemizzato con il
sindaco di Adro, lo facessero per coerenza anche le molte volte in cui sono
simboli della sinistra ad entrare in classe» spiegasse dove ciò sia successio e
perchè non sia intervenuta per «per garantire il rispetto dei principi, sanciti
dalla Costituzione sulla quale ha giurato».