La giunta si è riunita nella notte di lunedì al Comune di Adro. Ma
le bocche del sindaco Oscar Lancini e dei suoi assessori sono
rimaste per tutta la giornata di ieri rigorosamente cucite su
eventuali decisioni assunte a proposito delle centinaia di «soli
padani» che hanno letteralmente invaso il nuovo polo scolastico
«Gianfranco Miglio» del paese della Franciacorta. «Non abbiamo nulla
da dire e, dunque, non parliamo», uniche parole pronunciate da un
assessore. Della Lega Nord, come il sindaco. Anche il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ieri a Milano alla
presentazione della Festa nazionale del Pdl, non ha voluto
commentare la vicenda della scuola di Adro: «Ho già detto - ha
risposto Gelmini - che è una polemica superata».
Interrogazione Pd alla Camera
Intanto a Roma, sul caso di Adro, il Gruppo del Pd alla Camera ha
presentato un'interrogazione per il question time di oggi al
ministro dell'Interno «per sapere quali iniziative intenda adottare
per ripristinare la legalità». Lo ha detto Paolo Corsini, deputato
del Pd e primo firmatario dell'interrogazione a risposta immediata,
nonché ex sindaco di Brescia. Ma Corsini ha anche specificato:
«Abbiamo appreso con stupore che il ministro Maroni ha passato la
mano e verrà a rispondere alla Camera il ministro Elio Vito, che
ascolteremo naturalmente con attenzione. Tuttavia, la scelta del
ministro dell'Interno, evidentemente presa in attesa del verbo
chiarificatore sul caso del leader supremo della Lega, tradisce un
palese imbarazzo e un'insormontabile difficoltà politica per chi,
come Maroni, finisce con l'abdicare al proprio ruolo istituzionale».
E se l'invito a rimuovere i simboli del partito da una scuola
pubblica è giunto in modo «tiepido» dai rappresentanti della
maggioranza, non altrettanto si può dire della posizione della Cgil
di Brescia che, su iniziativa del segretario Damiano Galletti, ha
«diffidato il sindaco a rimuovere i circa 700 simboli del Sole delle
Alpi perché violano il principio di eguaglianza sancito dall'art 3
della Costituzione e il divieto di discriminazione per convinzioni
personali e opinioni politiche».
Diffida della Cgil
Nella lettera-diffida si
chiede l'immediata «rimozione dei simboli», con l'annuncio,
altrimenti, «di agire in giudizio». Come spiega il legale della Cgil
Brescia, l'avvocato Alberto Guariso, nella diffida, l'esporre «in
misura così insistente i simboli di un partito politico (la Lega
nord), pone le persone che lavorano nell'istituto in un contesto
politicamente connotato laddove invece il suo contratto di lavoro è
stato stipulato con un soggetto (lo Stato) privo di tale
connotazione e anzi caratterizzato dalla più assoluta neutralità e
laicità».
Secondo il legale, il comportamento del sindaco viola l' articolo 3
del decreto legislativo 216/03 che «vieta qualsiasi discriminazione
determinata da convinzioni personalì nei luoghi di lavoro e nei
rapporti di lavoro». Inoltre, secondo la diffida, «viene violato il
principio costituzionale di eguaglianza».
Per il diritto alla mensa
In attesa che venga assunta una decisione sui «soli delle Alpi», i
bambini delle scuole elementari sono ancora in attesa dell'apertura
della mensa scolastica. Con una novità: alla mensa scolastica
dell'Istituto comprensivo di Adro può mangiare solo chi, all'inizio
del mese, paga la quota per tutto il mese.
«Con questa logica, molti vengono esclusi, soprattutto i figli dei
disoccupati, dei cassintegrati e dei meno abbienti», spiega don
Angelo Chiappa che si è fatto depositario di un'iniziativa da parte
di alcuni cittadini che lanciano un appello affinché tutti i bambini
possano mangiare.
Chi volesse dare il proprio contributo, può fare un versamento sul
conto corrente 25/00051778 con la causale «per il diritto alla mensa
dei bambini di Adro» (Iban: IT 72 B 08692 11204 025000251778). Una
commissione valuterà le situazioni per deliberare modalità e
quantità del contributo.
*dal Giornale di Brescia di mercoledì 22 settembre 2010