Giornale di Brescia 3 10 2008
Roberto Rossini,
presidente Acli <<Non si placa la polemica nata attorno al «brindisi di via
Girelli». All’indomani dello smantellamento del campo nomadi che era sorto a
metà degli anni ’90 su un terreno agricolo, acquistato da una comunità Rom, nei
pressi del casello autostradale di Brescia Ovest, un gruppo di esponenti della
Lega Nord, tra cui il vicesindaco Fabio Rolfi e la presidente del Consiglio
comunale Simona Bordonali, avevano brindato alla soluzione della vicenda.
L’ultimo atto è andato in scena giovedì scorso all’alba: le ruspe hanno
distrutto le casette in legno edificate abusivamente su una piattaforma di
cemento gettata senza permessi e gli operai hanno smontato i caravan abbandonati
dalle 4 famiglie, circa 20 persone, che vi avevano vissuto fino all’inizio di
settembre. Un’operazione di forza arrivata alla fine di una vicenda
amministrativa che aveva portato all’esproprio a titolo gratuito del terreno,
reso possibile da una legge che punisce così i proprietari che non ottemperano
all’ordine di abbattere i fabbricati abusivi.
Sulla questione si è espresso anche il consiglio provinciale delle Acli che in
un comunicato diffuso ieri ha espresso «imbarazzo di fronte al brindisi con il
quale alcuni cittadini hanno festeggiato la liberazione del campo da persone
evidentemente indesiderate. A quel brindisi hanno partecipato, e ce ne dispiace,
anche alcune cariche istituzionali della città». I vertici delle associazioni
cristiane dei lavoratori entrano poi nel merito della questione: «Può essere che
i cacciati fossero delinquenti ma la dignità della persona deve essere sacra -
si legge nel comunicato che poi prosegue - in questi casi dovrebbero prevalere i
motivi di preoccupazione su quella di frivola soddisfazione. Crediamo sia
necessario mettere in campo strumenti per favorire il superamento delle
situazioni più povere e degradate», senza affidarsi «esclusivamente a logiche
repressive che rischiano di provocare ingiuste discriminazioni razziali».
Questi strumenti non risolvono i problemi ma si limitano a spostarli
momentaneamente nel tempo e nello spazio». «È doveroso richiedere la legalità.
Ma è altrettanto utile ragionare su soluzioni alternative possibili». Il
comunicato del Consiglio Provinciale delle Acli si conclude con un affondo di
taglio più politico: «Rimane il sospetto che l’impegno per una convivenza
pacifica non paghi elettoralmente e diventi perciò più redditizio alzare il
livello delle paure per fornire poi soluzioni più sbrigative ed efficienti
rispetto ad una più efficace e duratura politica di inclusione sociale».
Giornale di Brescia 3 10 2008
Chiedo per l’ennesima
volta spazio nella sua rubrica, perché veramente sono stufo, di trovare solo
repliche e controrepliche in merito al famigerato campo nomadi.
È vero che abbiamo festeggiato la chiusura, ma io che abito ai Girelli da dieci
anni, prima festeggiavo come cittadino, liberato ed è il termine giusto, da un
gruppo di persone che altro non erano come ho letto, poveri, umili ed indifesi.
Erano talmente indifesi che l’Amministrazione precedente, era stata costretta a
far passare due scuolabus, quello dei nomadi e quello dei cittadini.
Giravano con macchine di lusso, durante la notte aprivano casseforti con la
fiamma ossidrica, che venivano poi gettate nel vicino fosso.
Poi ho festeggiato, perché l’Amministrazione comunale finalmente dopo anni,
grazie al nostro vice-sindaco è riuscita a rendere esecutivo un provvedimento
che era sempre stato rimandato.
Ne sa qualche cosa Simona Bordonali, che dopo ogni consiglio comunale, da me
interpellata, mi diceva: «Hanno rimandato lo sgombero».
Vorrei che adesso i nostri cari dirimpettai, invece di guardare solamente e
criticare, faccessero proposte, che non siano la fotocopia delle nostre ma,
fossero costruttive. Opposizione si fa anche proponendo.
Brescia città in cui sono nato e vivo da 48 anni, sta rinascendo sicuramente
anche per merito dei bresciani che hanno saputo fare una scelta coraggiosa e che
ha trovato degli amministratori capaci di rendere le promesse fatte realtà.
GIACOMO LINI
Consigliere Lega Nord
Circoscrizione Sud
Brescia
Giornale di Brescia 5 10 2008
Gli esponenti della
Lega Nord, i loro militanti, i cittadini e i partiti che li appoggiano si sono
chiesti se c’erano e se ci sono giusti da salvare nei campi nomadi, oppure,
hanno ricevuto da Dio il permesso di fare quello che Lui stesso non ha fatto?
Possibile che di tutte le tipologie di ladri solo gli zingari sono la madre del
malaffare? Possibile che di tutte le forme di spaccio solo gli zingari sono
trafficanti per eccellenza? Possibile che di tutte le forme organizzate di
sfruttamento e di degrado a danno dei minori solo gli zingari rubano loro
l’infanzia?
Fermo restando che i reati e i delitti restano tali chiunque li compia e vanno
perseguiti, anche i giusti restano tali a qualsiasi etnia appartengano. È
compito degli amministratori proteggerli e garantire loro un futuro, attraverso
percorsi d’inserimento a pieno diritto in progetti che partendo dalla
scolarizzazione e dal lavoro permettano di avere nuovi cittadini che
concorreranno a rendere migliore la nostra società. Come si può ritenere un
successo la sparizione fisica delle persone? Come si può fare di un simile
obiettivo una promessa elettorale e per di più la prima dell’elenco? Com’è
possibile che queste idee e campagne non sollevino dubbi in chi è preposto a
vigilare sul bene comune?
I problemi sono tali per tutti e non si risolvono gettando l’acqua sporca nella
casa del vicino. Penso che gli amministratori delle città dove si sono
trasferiti i nomadi, avranno considerato che l’erba del vicino non sempre è la
più verde e, se ascoltiamo, forse sentiamo che a denti stretti sibilano: «Verde
Lega».
MARIO BERTUZZI
Giornale di Brescia 9 10 2008
Al brindisi leghista
sulle macerie del campo rom di via Girelli e alla proposta di dare un bonus bebè
solo ai figli di genitori italiani rispondiamo con un’interrogazione al
Parlamento europeo e con la candidatura del Centro per i diritti del popolo rom
di Budapest al Premio Sakharov per chi si dedica alla difesa dei diritti umani e
delle libertà individuali».
Vittorio Agnoletto, europarlamentare di Prc-Sinistra europea, ha commentato
martedì davanti a Palazzo Loggia alcune azioni condotte recentemente
dall’Amministrazione comunale cittadina.
«In una risoluzione del 7 luglio il Parlamento europeo ha stabilito come il
popolo rom, costituito oggi per la maggior parte da sedentari, debba essere
oggetto di politiche di inserimento sociale in ambito abitativo, sanitario ed
educativo - spiega Agnoletto -. Chi ha brindato in via Girelli ha adottato
invece un comportamento non solo eticamente inaccettabile, ma anche contrario al
diritto comunitario, non fornendo alternative a chi si trovava a non avere più
una casa dove vivere. La Regione ha inoltre dato dei fondi al Comune per mettere
a disposizione dei rom alcune unità abitative, cosa che non è stata fatta». Ieri
l’europarlamentare ha presentato un’interrogazione «ci saranno da attendere 60
giorni per una risposta».
«Anche per quanto riguarda il Bonus bebè il Comune arriva tardi su un
provvedimento già condannato dall’Unione europea», conclude Agnoletto.
Giornale di Brescia 10 10 2008
Il vice sindaco Fabio
Rolfi risponde così alle dichiarazioni del deputato europeo Vittorio Agnoletto
giunto in città nei giorni scorsi per una conferenza stampa in merito alla
vicenda dei nomadi di via Girelli: «L’europarlamentare di Rifondazione - scrive
Rolfi - parla senza conoscere l’argomento sul quale compie le sue insensate ed
anche ridicole esternazioni. Tanto per cominciare occorre informare l’on.
Agnoletto che i nomadi di via Girelli erano sinti e non rom come da lui
erroneamente dichiarato. Inoltre il deputato comunista dovrebbe anche sapere, se
intende fare un’interrogazione parlamentare circostanziata ed esatta senza
esporsi ad ulteriori figuracce oltre alle tante già collezionate, che gli ospiti
di via Girelli (abusivi da oltre 14 anni), se ne sono andati di loro spontanea
volontà ben prima che iniziassero le operazioni di demolizione delle costruzioni
abusive realizzate su un area agricola all’interno del parco del Mella».
«In sostanza, non è stata necessaria nessuna azione di sgombero da parte delle
forza pubblica e pertanto neppure la necessità da parte dell’ente locale di
individuare alternative alloggiative. Il Comune di Brescia ha abbattuto
edificazioni abusive abbandonate. Non vi erano bambini che frequentavano la
scuola presso il campo di via Girelli; i minori alloggiati in quel campo avevano
una bassissima frequenza scolastica forse anche perché negli anni scorsi
l’amministrazione comunale non era riuscita, suo malgrado, a convincere i
genitori a far frequentare le scuole ai propri figli».
«Un consiglio all’on. Agnoletto: prima di intervenire a sproposito sui fatti che
riguardano la nostra Città s’informi meglio e non si fidi troppo di locali
colleghi di partito assai poco informat.i Occupi piuttosto il suo tempo al
Parlamento europeo, sedo dalla quale dovrebbe tutelare i seri problemi che
interessano le nostre comunità, visto che il lauto stipendio che percepisce è
proprio il frutto delle tasse pagate da noi cittadini elettori».