BRESCIAOGGI
Lunedì 29 Settembre 2008 cronaca Pagina 13
Il gesto di brindare sulle macerie del campo nomadi di via Girelli non è andato giù al consigliere comunale ed ex presidente del consiglio Laura Castelletti (lista Castelletti).
«Sabato pomeriggio - scrive - la Lega Nord, compresi il
vicesindaco Fabio Rolfi e il presidente del consiglio comunale Simona Bordonali,
si è radunata nel campo rom di via Girelli per “festeggiare” la distruzione
delle baracche e l’evacuazione dei nomadi».
Castelletti sottolinea non solo che «l’attuale Amministrazione dovrebbe essere
rappresentata da più forze politiche di centrodestra e non dal solo gruppo
leghista che invece pare rappresentare l’interprete principale», ma anche che
«la chiusura di questa area è frutto di un procedimento iniziato dalla
precedente Amministrazione, che ha dovuto superare i lunghi tempi dettati dal
Consiglio di Stato e del Tar al quale i nomadi avevano fatto ricorso». Ciò
premesso, da quel brindisi per Castelletti «emerg e il cattivo gusto e la
grettezza di un atto senza precedenti».
«NELLA STORIA DEL NOSTRO Comune - scrive il consigliere di
minoranza - mai rappresentanti delle istituzioni cittadine avevano avuto
l’indecenza di brindare sulle macerie e la disperazione di altre persone, seppur
queste in condizione di non legalità. Quando si ricoprono ruoli istituzionali si
ha il dovere di rappresentare l’intera città, anche chi ha votato per altri, e
agire di conseguenza».
Secondo l’ex presidente del consiglio il brindisi «carico di rancore e
provocazione» segna «una rottura nella storia di Brescia». Qui «i valori della
tolleranza, della fraternità, dell’umanesimo cristiano e l’aiuto alle fasce più
deboli, sono stati da sempre concretamente, e silenziosamente, parte del tessuto
sociale. Oggi sono stati messi in crisi da un atto che svela il vero volto di
alcuni rappresentanti comunali, al di là della maschera istituzionale; una
maschera che evidentemente viene indossata con fastidio».
Continua Castelletti: «Credo di avere le carte in regola per denunciare un vizio
di contenuto e di forma».
In particolare, il consigliere si chiede «se la presidente del consiglio
comunale sia davvero super partes e come si coniughi il suo ruolo istituzionale
con la sua immagine circondata dal le bandiere leghiste, mentre brinda alla
distruzione di un campo rom».
«Come possiamo avere la certezza che manterrà l’equilibrio e la giusta distanza
che il suo ruolo esige? - prosegue -. E ancora, questa iniziativa, così lontana
dallo spirito di accoglienza e di integrazione sostenuto con fermezza dalla
Chiesa, come può essere compatibile con la tanto sbandierata matrice cattolica
di molti esponenti che siedono nei banchi della maggioranza in Loggia?».
A tutte queste domande Laura Castelletti «attende risposte precise».
Martedì 30 settembre 2008
Sono felici e rivendicano di
rappresentare una rottura con la tradizione amministrativa locale. Infatti,
«volevamo incarnare il cambiamento e ci stiamo riuscendo», sostiene Raffaella
Toninelli, segretaria cittadina della Lega Nord, in risposta all’intervento di
Laura Castelletti che ha stigmatizzato il brindisi dei leghisti dopo
l’abbattimento del campo nomadi di via Girelli.
«Evidentemente Castelletti non conosce le vicende di questo campo abusivo -
scrive in una nota Toninelli - fatte di sopraffazione, spaccio di droga, di
bambini costretti a vivere tra i topi anzichè andare a scuola... Questo è quello
che è successo negli anni in cui Castelletti e il suo partito erano al governo
della città e questo è quello di cui una persona per bene dovrebbe indignarsi,
non per una manifestazione legittima e pacifica di partito».
L’esponente della Lega prosegue, evidenziando che «la gente del quartiere ha
dovuto sopportare per anni le angherie di ben più di dieci nomadi che,
contrariamente a quanto sostenuto dalla Castelletti, non erano rom na sinti.
Evidentemente la consiglie ra comunale dalla sua lussuosa villa non è abituata a
convivere con certe situazioni, come furti, insulti, disprezzo per la proprietà
altrui, minacce ed aggressioni con i quali hanno dovuto invece convivere gli
abitanti di questo quartiere. L’abbattimento e la chiusura del campo, avvenuti
peraltro senza bisogno di sgombero nè utilizzo della forza pubblica, hanno
rappresentato quindi un avvenimento atteso dal quartiere e credo anche da molti
cittadini bresciani. Un avvenimento da festeggiare».
Toninelli invita infine Castelleti «a lasciar perdere la fede cattolica. Sentir
parlare di cattolicesimo un esponente di un partito, quello socialista, che in
questi anni è andato a braccetto con i radicali, suscita solamente ilarità. La
Lega Nord e i suoi esponenti - comcude la nota della segretaria lumbard - non
hanno vbisogno delle sue lezioni».