Giornale di Brescia 29 9 2008
«Sabato pomeriggio la Lega Nord - vicesindaco Fabio Rolfi e presidente del Consiglio comunale Simona Bordonali compresi -, si è radunata nel campo rom di via Girelli per "festeggiare" la distruzione delle baracche e l’evacuazione dei nomadi che vi risiedevano. A prescindere che, fino a prova contraria, l’attuale amministrazione dovrebbe essere rappresentata da più forze politiche di centrodestra e non dal solo gruppo leghista e che la chiusura di questa area è frutto di un procedimento amministrativo iniziato dalla precedente Giunta, che ha dovuto superare i lunghi tempi dettati dal Consiglio di Stato e del Tar, emerge il cattivo gusto e la grettezza di un atto senza precedenti» scrive il consigliere Laura Castelletti.
«Nella storia del nostro Comune mai rappresentanti delle istituzioni avevano avuto l’indecenza di brindare sulle macerie e la disperazione di altre persone, seppur queste in condizione di non legalità. Quando si ricoprono ruoli istituzionali si ha il dovere di rappresentare l’intera città, quella che ti ha votato e quella che non ti ha votato e agire di conseguenza - aggiunge -. Si è parlato di riappropriazione di una parte della città, come se una decina (una decina!) di cittadini di etnia rom fosse la causa del problema dell’insicurezza a Brescia».
Ed ancora: «Come
bresciana esigo che a specifici interrogativi venga data risposta. La presidente
del Consiglio comunale è, o non è, super partes? Come si coniuga il suo ruolo
istituzionale con la sua immagine circondata dalle bandiere leghiste, mentre
brinda alla distruzione di un campo rom? Come possiamo avere la certezza che
manterrà l’equilibrio e la giusta distanza che il suo ruolo esige? E ancora,
questa iniziativa, così lontana dallo spirito di accoglienza e di integrazione
sostenuto con fermezza dalla Chiesa, come può essere compatibile con la tanto
sbandierata matrice cattolica di molti esponenti della maggioranza seduti in
Loggia?».
Giornale di Brescia 30 9 2008
Prosegue la polemica dopo l’iniziativa della Lega Nord cittadina e dei residenti della zona di via Girelli che la scorsa settimana, al definitivo smantellamento del campo nomadi, si sono riuniti per brindare alla agognata soluzione dell’annoso problema.
Sulla vicenda si è
pronunciato ieri con tono assai critico il segretario cittadino del Pd, Giorgio
De Martin: «Una nuova dimostrazione di inciviltà che deve preoccupare e
mobilitare i cittadini, perché in questione ci sono i valori fondanti la
democrazia e la convivenza civile» si legge in una sua nota. «È inaccettabile
che qualcuno festeggi perché si cacciano persone dalle proprie abitazioni.
Simili comportamenti non possono non far tornare alla mente i peggiori lugubri
momenti attraversati dall’Europa».
Secondo De Martin si sapeva che in quel campo si annidavano anche delinquenti
che meritavano di essere allontanati o di andare in carcere, ma per il
segretario cittadino «questo non toglie che lì abitavano anche bimbi e tante
persone innocenti che non meritavano di sentirsi denigrare proprio nel momento
in cui se ne dovevano andare».
L’esponente del Pd vuole invece ricordare che la precedente Giunta, con l’assessore Fabio Capra, aveva «agito con convinzione e responsabilità sulla questione dei campi nomadi, riducendone costantemente il numero con azioni sempre orientate a mantenere alto il livello di civiltà. Gli sgomberi che vengono eseguiti oggi - continua - non sono altro che la prosecuzione di scelte operate dalla precedente Giunta. Ma questo non significa che provvedimenti amministrativi giusti debbano essere accompagnati da comportamenti indegni».
Quanto invece alle critiche sollevate nei giorni scorsi dall’ex candidato sindaco dello Sdi, Laura Castelletti, la Lega Nord per voce del segretario cittadino Raffaella Toninelli replica seccamente. «Rappresentiamo una frattura rispetto alla tradizione amministrativa della città? Bene, è quello che volevamo. Evidentemente questi signori non sanno neppure dov’è via Girelli - scrive in una nota il segretario del Carroccio - parlano solo per far sapere che esistono senza conoscere le vicende di questo campo abusivo fatte di sopraffazione, spaccio di droga, di bambini costretti a vivere tra i topi anziché andare a scuola», senza contare «furti, insulti, disprezzo per la proprietà altrui, minacce e aggressioni con cui hanno dovuto convivere gli abitanti di questo quartiere. Questo è quanto accaduto negli anni in cui la Castelletti, col suo partito, era al governo della città e questo è quello per il quale una persona per bene dovrebbe indignarsi, non tanto per una manifestazione di partito, legittima e pacifica».