Come Alitalia e Telecom, anche molte aziende bresciane si trovano a dover affrontare un ridimensionamento del personale e oggi la cassa integrazione mensile è di 750 euro. Ma siamo qui anche per dire no alle riforme e ai pesanti tagli sulla scuola e la sanità, in mano al Ministero dell’economia. Misure moralmente inaccettabili ma noi non ci piegheremo nè ci spezzeremo».
«Vogliamo portare l’attenzione sulla diminuzione del potere d’acquisto dei redditi da lavoro e da pensione - prosegue Fulvia Colombini, segretaria regionale Cgil Lombardia -. Se ne è parlato tanto in campagna elettorale e a pochi mesi la situazione è ancora più grave. Il Governo va in un’altra direzione e la Finanziaria porterà ulteriori tagli».
Diverse le forze politiche e non solo che si sono unite alla manifestazione. A partire da Prc che ha distribuito simbolicamente pane e acqua («perchè a questo ci riduce il Governo»), mentre la Cgil dispensava a sua volta grappoli d’uva.
Ma hanno sfilato per le vie del centro storico anche Sinistra democratica, l’associazione «A sinistra», gruppo operante all’interno del Pd, Arturo Squassina, consigliere regionale per Sinistra democratica - che ha ribadito «in opposizione a Confindustria, la volontà di difendere anche la contrattazione collettiva e il contratto nazionale» -,Claudio Bragaglio, consigliere in Loggia del Pd, i Migranti di Cgil e la comunità dei Sinti, «per difendere i nostri diritti contro il razzismo - ha spiegato Sergio Suffer -, in un momento in cui chiudono i campi nomadi, abbattono le nostre case o le confiscano».
Dopo un momento folkloristico con musiche Sinti, tarantelle e pizziche, con la partecipazione dell’associazione teatrale Valtrompia, alle 16 il corteo è partito per le vie del centro, per tornare poi in piazza Vittoria dove si è svolto un momento di comizio finale.
Chiara Corti