Giornale di Brescia

martedì 13 settembre 2005

Un altro anno per proseguire il cammino sulla strada della riforma
IL RITORNO IN CLASSE

Il lavoro estivo ha preparato un avvio a pieno regime per la scuola bresciana, con gli insegnanti stabilmente in cattedra e gli orari definitivi già pronti in una gran parte degli istituti. Per i mesi che verranno, sarà soprattutto il completamento della riforma ad impegnare l’amministrazione scolastica e gli enti locali, già alle prese con le possibili ipotesi di ridefinizione della rete dell’istruzione e della formazione. «Valorizzare le competenze e le risorse, mantenendo i buoni livelli raggiunti e migliorando ancora il servizio»: questo il proposito che il dirigente scolastico provinciale, Giuseppe Colosio, esprime nel giorno inaugurale dell’anno 2005-2006. Proposito «condiviso, perché a Brescia c’è sensibilità e attenzione». Proposito accompagnato da un auspicio: «Si definiscano presto gli assetti della scuola secondaria: dopo l’approvazione del decreto dovremo provvedere ad informare le scuole e gli insegnanti, i genitori e gli studenti; servirà un lavoro di formazione e di organizzazione, dovrà essere ridisegnata la rete scolastica. Prima si affronterà questo lavoro, migliori potranno essere gli esiti». Quali le valutazioni del professor Colosio sul cammino della riforma? «Nella scuola primaria si sta gradualmente mettendo a punto; la lingua straniera, l’informatica, il portfolio sono ormai novità consolidate. Prevale un atteggiamento costruttivo anche nella secondaria di primo grado, con la constatazione che la riforma non snatura quanto si è costruito nel tempo, che molte cose già erano state sperimentate. Sulla base di un protocollo d’intesa con la Regione si sperimentano i corsi triennali di istruzione e formazione, assicurando una maggior flessibilità per interventi specifici. Nell’attesa del decreto, abbiamo già concordato con la Provincia l’avvio dello studio per una razionalizzazione della rete, che tenga conto dei flussi, del patrimonio esistente e delle vocazioni». Con le nuove nomine 850 insegnanti entrano stabilmente nella scuola; per altri 2700 circa la stabilità è assicurata fino all’estate 2006. Il meccanismo delle graduatorie è laborioso e da ripensare, secondo il professor Colosio che auspica «concorsi per i posti disponibili e assunzioni dirette da parte delle scuole, con criteri di trasparenza, sulla base di un’idoneità nazionale. Purtroppo le nomine oggi si fanno alla cieca». Mancano insegnanti specialisti per posti di sostegno e da Brescia si segnala la necessità di 33 posti in più, rispetto a quelli assegnati per il sostegno. Sono questioni aperte, che il Centro servizi amministrativi ha messo sul tappeto.

Elisabetta Nicoli