Giornale di Brescia
martedì 20 settembre 2005
Pochi giorni dopo l’inizio
del nuovo anno i confederali fanno il punto della situazione
«Scuola, troppi problemi irrisolti»
I sindacati: il numero dei docenti è ancora inadeguato rispetto agli alunni
di Giovanni Spinoni
«Le dichiarazioni trionfalistiche ed entusiaste rilasciat e prima dell’inizio
delle lezioni dai responsabili dell’istruzione a livello regionale e provinciale
(«finalmente tutti i posti di insegnante sono coperti») hanno dimenticato i vari
problemi esistenti e ancora irrisolti nella scuola statale, in quella bresciana
in particolare». È questo, in sintesi, il giudizio espresso, deliberatamente a
una settimana dall’inizio del nuovo anno scolastico per una verifica sul campo
della reale situazione, nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri nella
sede della Cisl di via Altipiano d’Asiago, dai segretari provinciali dei
sindacati della scuola Enrico Franceschini (Cisl), Santo Gaffurini (Cgil) e
Francesco Manduci (Uil ). Questi i «nodi» della scuola statale bresciana. Il Csa
ha assegnato quasi 4mila incarichi a tempo determinato (supplenze annuali) a
insegnanti e personale non docente, che - sottolineano i sindacati - dovevano
invece essere attribuiti mediante incarichi a tempo indeterminato (nomine in
ruolo). Il leggero incremento del numero dei docenti (sono in tutto 12.082) è
inadeguato - dicono Cgil, Cisl e Uil - al generalizzato aumento del numero degli
alunni e delle classi. I sindacati rimarcano inoltre che non è stata data la
risposta necessaria all’assistenza degli alunni in condizione di handicap,
riconosciuti mediante certificazione sanitaria. Venerdì scorso, in deroga
all’organico previsto, son stati assegnati altri 50 posti di insegnanti di
sostegno. In tutto i posti sono quest’anno 1.090, ma si spera che dall’Ufficio
scolasticio regionale per la Lombardia ne vengan o dati altri. Alcuni Comuni
(Brescia lo fa tempo), di fronte alla mancata assegnazione da parte
dell’Amministrazione statale dei docenti di sostegno necessari, provvedono
direttamente mediante l’assistenza ad personam. Comunque, in presenza di non
adeguata assistenza agli alunni in difficoltà, i genitori possono rivolgersi ai
sindacati per avere la consulenza necessaria per presentare eventuale ricorso al
Tar perchè venga applicata la legge. Il problema della scarsità del numero degli
insegnanti di sostegno in possesso di specializzazione (che ora viene rilasciata
solo dall’Università) lo si può facilmente risolvere - spiegano i sindacati -
riducendo il numero di alunni nelle classi in cui sono presenti alunni
diversamente abili, facendo contestualmente frequentare apposito corso di
formazione a tutti i docenti della stessa classe. Ancora, nonostante l’aumento
del numero degli alunni stranieri (nelle scuole materne, elementari, medie e
superiori statali sono quest’anno ben 14.453, pari al 10,20% del totale degli
iscritti), sono stati tagliati i posti in organico dei docenti incaricati dei
corsi di alfabetizzazione nelle elementari e medie. L’Ufficio scolastico
regionale ha previsto per l’intera Lombardia un incremento di 150 posti di tali
docenti, ma ancora non si sa quanti spetteranno a Brescia: si pensa 20-25. In
merito a tale questione, i sindacati hanno espresso una durissima critica nei
confronti del Csa, che, «nei giorni scorsi, mediante un incarico ad personam e
non con un pubblico bando, ha attribuito a Margherita Peroni (ex consigliere
regionale), distaccandola dal 2° Circolo didattico dove è di ruolo come docente,
il posto per seguire il Protocollo di intesa tra Csa, Provincia e Questura per
favorire l’integrazione nella scuola degli alunni stranieri. Un provvedimento
assolutamente anomalo a Brescia - hanno detto i sindacati - Un fatto nuovo,
straordinario, che ci preoccupa molto. Non solo. Sembra che, per svolgere tale
importante mansione, la Peroni fisicamente non andrà al Csa, ma in Provincia,
dove è consigliere».