sabato 6 marzo 2004
BresciaOggi
RIFORMA MORATTI. Il provvedimento applicativo non chiarisce
molte cose. Insegnanti di educazione tecnica sul piede di guerra
Scuola: c’è la circolare, ma resta il caos
I sindacati: «L’opzione delle famiglie è un bluff». Colosio: «Vedremo ad agosto»
di Mimmo Varone
Doveva chiarire, invece complica. La circolare applicativa del decreto attuativo
della Riforma Moratti sul primo ciclo scolastico (di cui riferiamo a pagina 2) è
girata in bozze per un paio di giorni sul web. Da ieri pomeriggio è ufficiale.
Conferma quanto si era capito dal decreto, lascia nel buio quanto non si era
capito. E il ritornello rimasto alle scuole è «che gran confusione!». Intanto
gli insegnanti di educazione tecnica, che vedrebbero abolita la loro materia,
scendono sul piede di guerra e invitano i sindacati a risposte rapide.
Le scuole volevano sapere, tra l’altro, se i genitori devono accettare o
rifiutare in blocco il «pacchetto» di ore opzionali, oppure solo in parte. Al
segretario provinciale di Cisl-scuola Enrico Franceschini , la circolare dice
che i «pacchetti» vanno presi o rifiutati in blocco. Per le medie
significherebbe 27 ore a settimana, visto che gli organici bastano fino a 30.
In casa Cgil, Santo Gaffurini legge in modo opposto e sostiene che in base alla
legge sull’autonomia le famiglie possono scegliere anche una parte sola delle
ore opzionali. Intanto, per non sbagliare, il direttore del Csa di via S.
Antonio, Giuseppe Colosio , prima di dare un parere aspetta di leggere la
circolare.
Come che sia, entrambi i sindacalisti fanno notare che la scelta delle famiglie
è solo fumo negli occhi. «E’ falso che possano scegliere - dice Franceschini -,
perchè le scuole potranno impostare le materie opzionali sulla loro dotazione
organica e in base alle competenze degli insegnanti disponibili». «L’opzione si
rivela un bluff totale - incalza Gaffurini - dato che deve fare i conti con i
soldi e non può andare oltre le 30 ore».
Le scuole, per parte loro, si trovano nelle situazioni più diverse. In molte, a
gennaio i genitori hanno scelto tra tempo normale (30 ore) e prolungato (35 o
36). Ma tutto questo non esiste più. Nel frattempo diversi collegi docenti hanno
predisposto pacchetti da una, due, tre, cinque, sei ore opzionali, per un totale
settimanale alquanto variegato.
Adesso dovranno chiamare i genitori a una nuova scelta? La circolare attuativa
non fa cenno alla riapertura delle iscrizioni e Colosio aggiunge che «forse
neanche deve prevedere questo aspetto». Immagina che la questione si risolverà
ad agosto, in sede di definizione dell’organico di fatto.
Il problema si pone non tanto per le ex elementari (ora scuola primaria) quanto
per le secondarie di primo grado (ex media). Qui il pacchetto di 6 ore
porterebbe l’orario settimanale a 33. Ammesso che i genitori l’abbiano scelto
(nei pochi istituti dove all’iscrizione di gennaio era possibile), se lo
vedrebbero rifiutare per mancanza di fondi e di insegnanti.
Da qualche parte, come alla Mompiani, esiste solo tempo prolungato e la preside
Angela Battagliola può dire «per noi non cambia niente». Nella sua scuola media,
tutte le classi prime faranno, come quest’anno, 35 o 36 ore settimanali con un
numero di professori consolidato.
Alla Lana-Fermi, invece, la preside Livia Massetti spiega che i «suoi» genitori
hanno scelto fra 30 e 33 ore settimanali «sulla base di progetti e non a scatola
chiusa». Su 10 prime ne ha ben 6 a 33 ore. «Se non mi daranno gli insegnanti
necessari - dice - dovrò comunicarlo ai genitori e trovare una soluzione». Non
sarà facile.
E tra tanto caos, i sindacati devono affrontare la fase che si è aperta ieri.
Continuano a chiedere il ritiro della riforma Moratti, ma «ora dobbiamo dare il
necessario supporto agli iscritti per l’attuazione - dice Franceschini - e
siccome l’autonomia rimane cercheremo di ribaltare la riforma dall’interno». Un
modo - suggerisce Gaffurini - è proporre ai genitori «ore opzionali integrate
con quelle obbligatorie per coprire la capacità formativa della scuola». Visto
che cambia tutto, insomma, facciamo in modo che tutto resti come prima.
sabato 6 marzo 2004
Insegnanti, genitori e studenti: blocchi stradali, poi
fiaccolata
Insegnanti, studenti e genitori insieme. Il fronte anti-Moratti si compatta e
promette lotta dura. Giovedì sera il Comitato genitori per la scuola pubblica e
i confederali si sono riuniti per coordinare la protesta.
I sindacati stanno preparando lo sciopero nazionale di fine mese (potrebbe
essere generale su stato sociale, pensioni e scuola). I genitori torneranno in
strada venerdì prossimo con insegnanti e studenti. A partire dalle 16.30, alle
elementari del quinto circolo (Rodari e Torricella/Colombo) una catena umana
abbraccerà i due istituti da via Albertano a via Colombo. Poi l’occupazione, con
merende e attività ludiche fino a sera.
In centro, elementari Calini e Manzoni e media Mompiani faranno attraversamenti
sul ring per «segnalare la nostra presenza senza creare grossi danni alla
circolazione», dice il portavoce del «Comitato» Enio Esti. La stessa cosa
accadrà sulla via Triumplina con le scuole di Casazza.
Il Villaggio Sereno sarà tappezzato di manifesti e cartelloni. A Fornaci si
prevede una manifestazione di protesta per le vie del borgo. A Est, le scuole di
Buffalora pensano al blocco della statale. E per il 26 si prepara un grande
fiaccolata per le vie del centro storico della città. Parteciperanno insegnanti,
genitori e studenti, anche dalla provincia. Se cadrà nel giorno dello sciopero
generale, la fiaccolata slitterà alla settimana dopo. mi.va.