BresciaOggi Domenica 1 Febbraio 2004

Ieri in centro si è svolta la manifestazione unitaria di sindacati, genitori, alunni e insegnanti del 2° Istituto comprensivo di Brescia

Per la scuola di tutti, 3000 in piazza
Contro la riforma Moratti oltre 15.000 firme. Il 5 febbraio la consegna al prefetto

di Pino Murgioni


Oltre tremila persone hanno sfidato per ore ieri pomeriggio il freddo, in piazza Loggia e per le vie del centro storico, per dire no alla riforma Moratti e manifestare a favore di «una scuola di tutti e per tutti». C’erano genitori e insegnanti, alunni delle superiori e bambini delle elementari, personale Ata, sindacalisti e semplici cittadini, tutti insieme a denunciare la «svendita della scuola pubblica». La manifestazione è stata organizzata da genitori ed insegnanti del Secondo Istituto Comprensivo di Brescia (raggruppa sotto una dirigenza unica le scuole pubbliche del centro storico, le elementari Manzoni, Calini, la scuola ospedaliera, composta da una materna e dalle elementari, e la scuola media Mompiani).
Le organizzazioni sindacali della scuola Cgil-Cisl e Uil, i Cobas, Gilda e Snals, hanno aderito in forma unitaria alla protesta delle scuole del centro. Ma non è stato il solito comizio sindacale ad illustrare i motivi della protesta. E’ stata l’animazione di piazza a parlare, con i palloncini colorati che volavano in cielo con messaggi a difesa della scuola per tutti, con i manifesti che avvertivano che «eliminare il tempo pieno è rubare il futuro a chi ha meno». E questa volta i bambini non sono stati utilizzati per urlare slogan, ma hanno giocato, guidati dagli animatori dell’Arci, con un enorme telone multicolore che si poteva lanciare in alto come una mongolfiera.
Hanno collaborato ad animare la piazza gli studenti del liceo Leonardo, con un gruppo musicale, gli allievi del liceo artistico Olivieri, che si sono esibiti con un letto e coperte fatte da bustine di camomilla, gli alunni del Gambara e gli artisti de’ «Il Canzoniere Bresciano», ai quali era affidato il concerto conclusivo.
In piazza Loggia anche due banchetti, uno per truccare il viso dei bambini, l’altro per raccogliere le firme della petizione contro la riforma Moratti. Giovedì 5 febbraio alle ore 17 in piazza Loggia le oltre 15.000 firme raccolte a Brescia saranno consegnate al prefetto.
Le richieste dei manifestanti sono state illustrate brevemente da Valeria Sechi, una rappresentante dei genitori del Consiglio di circolo del Casazza, scuola dove da anni funziona un’esperienza di tempo pieno: «La scorsa settimana il Governo ha approvato il primo decreto attuativo della riforma Moratti. Con ciò ha inizio lo smantellamento della scuola a tempo pieno, dei moduli e del tempo prolungato. Voglio dire a chi ci governa che non è vero che la scuola pubblica sia gratuita: noi paghiamo le tasse anche per la scuola statale. Lo Stato ha il dovere di garantire l’istruzione primaria a tutti, soprattutto ai ragazzi delle famiglie più disagiate, i più svantaggiati nell’educazione. La tutela degli svantaggiati è compito dello Stato».
Alla dirigente scolastica delle scuole del 2° Istituto comprensivo di Brescia, Angela Battagliola, chiediamo qual è a suo avviso il punto più debole della riforma Moratti.
«L’introduzione della figura del maestro prevalente alle elementari, il cosiddetto tutor - osserva Angela Battagliola - è un arretramento nella proposta formativa, a danno della collegialità dei docenti e della qualità dell’insegnamento».
Apprezzata la sintesi sulla riforma che un manifestante ha scritto sul vestitino del proprio cagnolino. «Una riforma da cani...grazie Letizia, per avermi dato l’opportunità di essere protagonista».
I Cobas di Brescia, in un comunicato di soddisfazione per la riuscita della manifestazione, sottolineano la «diffusa richiesta di uno sciopero generale di tutta la scuola per la cancellazione del decretaccio».