Domenica 25 Gennaio 2004 Bresciaoggi
LA SCUOLA. Genitori e insegnanti mobilitati. Un corteo dal
prefetto con 15mila firme di protesta
Decreto-Moratti sotto tiro
Allarme sul futuro del tempo pieno. Raffica di riunioni e proteste
di Mimmo Varone
Per il maestro che dà pollice verso, la riforma Moratti «riporta indietro» una
scuola elementare che «nella realtà è molto più avanti dei legislatori». Per il
fan dei decreti attuativi che cominciano ad arrivare, «uno scossone al ristagno
di qualità della scuola ci voleva proprio». Ma tra le opinioni opposte degli
addetti ai lavori, i genitori bresciani si mobilitano a difesa della scuola che
hanno adesso.
Il timore di perdere l’organizzazione scolastica che sta oggi dentro le 40 ore
del tempo pieno cresce. E contagia pure scuole e insegnanti. Al sesto circolo il
collegio docenti ha appena approvato all’unanimità dichiarazioni contro la
riforma. Mamme e papà infittiscono i calendari delle assemblee.
La settimana si apre con un fitto calendario di iniziative. Le maestre
scenderanno in piazza per volantinaggi e blocchi di traffico davanti alle
scuole. Mamme, bambini, sindacalisti e tanti altri andranno in corteo dal
prefetto Maria Teresa Cortellessa Dell’Orco per consegnarle 15 mila firme a
difesa di tempo pieno e collegialità dei docenti. Gli stessi genitori si
organizzano in comitati e intensificano l’attività di informazione sulla
«riforma Moratti».
Il «comitato» della Kennedy del villaggio Badia organizza per domani
un’assemblea dei genitori di tutti gli alunni che già frequentano e di quelli
che frequenteranno il prossimo anno. L’appuntamento è alle 20.30 nei locali
della scuola con gli insegnanti e con Wilma Boghetta, ex dirigente scolastica
alla Foscolo. Il giorno dopo, martedì 27, il Comitato genitori per la scuola
pubblica si riunisce, sempre alle 20.30, alla scuola Colombo-Torricella, nell’Oltremella.
All’ordine del giorno ha una raffica di iniziative per estendere la protesta.
Già il 14 gennaio scorso il «Comitato» ha preso in considerazione l’invio di
telegrammi al Parlamento, l’occupazione delle scuole per una mezza mattina, lo
sciopero degli alunni che per un giorno invece di andare a scuola se ne
andrebbero in bici con i loro genitori a presidiare piazza Loggia. Decideranno
martedì 27.
Fino a quella data continua pure la raccolta delle firme, proposta dallo stesso
«Comitato». Nel documento già firmato da quasi 15 mila bresciani si chiede che
il decreto applicativo della Legge 53 di riforma «venga modificato per quanto
riguarda il tempo scuola, la pluralità e la collegialità dei docenti». Si
chiedono garanzie per le scuole a tempo pieno di 40 ore e per il tempo
prolungato alle medie, si sollecitano Governo e Parlamento ad assicurare risorse
adeguate e una risposta «alta» alle domande di tempo pieno di insegnanti e
famiglie.
Infine, «che su un tema così importante per la crescita civile e culturale dei
nostri figli e del Paese - chiede il documento - venga aperto un confronto
reale, ascoltando genitori e insegnanti». Giovedì 29, invece, per iniziativa
autonoma le maestre scenderanno in strada davanti alle loro scuole dalle 16.30
alle 17. Distribuiranno volantini e fermeranno il traffico.
Giovedì 5 febbraio alle 17.30 le firme raccolte verranno consegnate insieme al
documento nelle mani del prefetto. Il «Comitato» ci arriverà in corteo da piazza
Loggia, dove qualche ora prima si raduneranno genitori, maestri, bambini,
sindacalisti.
I sindacati, dal canto loro, hanno già proclamato lo stato di mobilitazione.
Domani le segreterie unitarie di categoria, preoccupate per la scomparsa del
tempo pieno e l’ingestibilità delle attività opzionali, si riuniranno «per
valutare iniziative locali», spiega Santo Gaffurini della Cgil-scuola. Ma una
manifestazione nazionale degli insegnanti è già decisa. Si tratta solo di
stabilire se sarà accompagnata da uno sciopero o no.