Alcune centinaia di genitori e bambini, studenti e professori hanno manifestato all’interno del Broletto
 

Per la qualità della scuola

In un documento le richieste rivolte al ministro Moratti


Giornale di Brescia 6 febbraio 2004



Bandierine, cartelli, filastrocche e palloncini a far da contorno allo scatolone azzurro delle dodicimila firme: il colore della protesta ha invaso ieri il cortile del Broletto. Al piano superiore, sede della Prefettura, è salita una delegazione ristretta di genitori. Al Ministero della pubblica istruzione arriverà il documento del Comitato che, nella sua opposizione alle novità della riforma, ha coivolto il Forum delle scuole bresciane, i sindacati della scuola di Cgil, Cisl e Uil; i Cobas, la Rete studentesca Atlantide e il Movimento studentesco bresciano. Si è impegnato a trasmettere le istanze dei genitori il prefetto Maria Teresa Cortellessa Dell’Orco nel corso di un incontro nel quale la delegazione ha espresso i motivi di preoccupazione, per i cambiamenti previsti dal recente decreto di applicazione della legge di riforma, relativamente alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione. Ai genitori, ricevendo il documento, il prefetto ha assicurato che provvederà a riconvocarli se e quando arriverà una risposta alle loro istanze. Alcune centinaia di manifestanti si erano dati appuntamento a metà pomeriggio in piazza Paolo VI, la folla variegata di genitori e bambini, studenti e docenti si è trattenuta per più di un’ora davanti e all’interno del Broletto. Tra i cartelli e gli striscioni («Svendesi scuola pubblica», «Difendiamo la qualità della scuola», «A scuola con gioia e non con Letizia») erano presenti l’assessore comunale alla Publica istruzione Carla Bisleri, l’assessore alla Partecipazione Rosangela Comini e i segretari delle organizzazioni scolastiche confederali. Il coordinatore del Comitato genitori per la scuola pubblica di Brescia, Enio Esti, ha espresso la soddisfazione per aver abbondantemente superato l’obiettivo prefissato delle diecimila firme. «Il tempo scuola deve essere articolato in antimeridiano e pomeridiano in modo organico ed equilibrato per garantire agli alunni tempi distesi di apprendimento - dice il testo consegnato al prefetto -. Tempi indispensabili per l’integrazione vera, con particolare attenzione ai bambini diversamente abili ed ai bambini stranieri. «Il tempo mensa e la ricreazione dopo mensa rappresentano momenti importanti di crescita e non devono diventare momenti di pura assistenza e custodia, affidati a personale estraneo alla scuola. La pluralità dei docenti e la loro collegialità nella gestione della classe e dei gruppi propone agli alunni più figure adulte di riferimento e garantisce il pluralismo delle idee. «La suddivisione dell’orario scolastico in due monte-ore distinti, uno per l’insegnamento di base garantito e l’altro per le attività facoltative impoverisce la capacità del Piano dell’offerta formativa della scuola pubblica non garantendo più la coordinazione fra le attività di base e le altre. «Abbassando in questo modo la qualità del servizio scolastico, che attualmente è riconosciuto come eccellente anche all’estero». Al ministro Moratti i firmatari chiedono di modificare il decreto riguardo al tempo-scuola e alla collegialità dei docenti; di mantenere l’impostazione didattica che caratterizza il tempo pieno nelle elementari e il tempo prolungato nelle medie e di sostenerla con risorse adeguate; di aprire «un confronto reale, ascoltando genitori ed insegnanti». Nato di recente, il Comitato dei genitori conta le adesioni in un centinaio di scuole della città e della provincia. Ha all’attivo una serie di incontri molto partecipati: il prossimo è previsto per giovedì 12 febbraio alle 20.30 alla scuola elementare Colombo: «Non ci fermiamo qui - hanno detto ieri i promotori della manifestazione -. Concorderemo altre modalità per farci sentire, non escluso un proseguimento della campagna per la raccolta di firme».

Elisabetta Nicoli