Il Comitato genitori ha incontrato la rappresentante del governo. Poi il colorato presidio, con molti bambini, in piazza Paolo VI

Bresciaoggi venerdì 6 febbraio 2004 cronaca pag. 7


Scuola, la protesta arriva a Roma

Consegnato il messaggio al prefetto, che però non ha accettato le 11.500 firme



Obiettivo raggiunto a metà. Il neonato Comitato genitori per la scuola pubblica ieri ha cercato di consegnare le 11 mila e 500 firme raccolte. Il prefetto Maria Teresa Cortellessa Dell’Orco ha accettato da una delegazione di sei genitori la lettera sottoscritta da tanti papà e mamme. Ma non ha accolto le firme che l’accompagnavano, chiuse in uno scatolone azzurro infiocchettato di bianco.
I sindacati confederali della scuola, per parte loro, avevano pensato di lasciare al prefetto le ultime centinaia di agende «regalate» dal ministro ai docenti, perchè le restituisse al mittente. Neanche questo, va da sè, è stato possibile.
La manifestazione . Dalle 17.30 alcune centinaia di genitori, bambini, docenti con cartelli e palloncini colorati hanno aspettato per un’ora che l’incontro con il prefetto si concludesse. Alla fine hanno avuto la notizia dal loro portavoce Enio Esti. Qualcuno era andato a casa, ma in piazza Duomo, dove avevano fissato il concentramento per le 16.30, erano molti di più.
Sono arrivati dalla città, dalle valli, dalla Bassa. Una mamma porta da Ghedi 117 firme. Un’altra viene da Borgosatollo con le ultime 119. Tante mamme con i loro bambini sono di Concesio Costorio. Hanno sfidato le accuse di strumentalizzare i piccoli e li hanno portati in piazza. Sono oltre 100 le scuole che aderiscono al «Comitato», e alcuni genitori sono arrivati con le loro firme solo quando la delegazione era già in Broletto.
Le dichiarazioni del prefetto . «Ho accettato molto volentieri di incontrare la delegazione dei genitori - dice il rappresentante del Governo a conclusione dell’incontro -, mi hanno lasciato un documento che trasmetterò al competente ministero dell’Istruzione». Aggiunge che i genitori «hanno rappresentato alcune problematiche a cui tengono, in un incontro aperto e cordiale». Enio Esti, per il «Comitato», dice di più. «Il prefetto - sottolinea - ci ha assicurato anche l’impegno a riconvocarci in caso di risposta da parte del ministero, e noi le siamo grati di aver ascoltato le nostre istanze».
Le contestazioni . Non tutti i genitori, tuttavia, sono contenti di come la cosa sia finita. «Se non è la Prefettura l’istituzione preposta a raccogliere le firme dei cittadini, a chi dobbiamo rivolgerci?», si chiede Valeria Secchi, una mamma del «Comitato». E come lei ce ne sono tante altre visibilmente «contrariate».
Spiega che hanno raccolto «con tanta fatica» quelle firme rappresentative delle volontà di quasi 12 mila persone, che «il messaggio inviato al ministro Moratti «è importante proprio in virtù della quantità di firme... allora su quel foglio avremmo potuto scrivere la cifra che volevamo». Insomma, «l’incontro non è andato proprio come volevamo, ed è giusto che i genitori lo sappiano».
Il «Comitato», in ogni caso, non smobiliterà. Anzi, «giovedì 12 alle 20.30 ci incontreremo alla Torricella di via Colombo per predisporre nuove iniziative», annuncia Esti. Corrono voci di occupazioni di scuole imminenti. «Il Comitato farà in modo che la protesta sia sempre più diffusa - sottolinea lui - ma prenderà iniziative condivise e costruttive, e non saranno le occupazioni».
Le adesioni . Ci sono anche i sindacalisti. «I genitori s’incontrano per capire e per salvare la scuola al di là dei ministri, che passano», commenta Santo Gaffurini (Cgil). «Prima si sono informati, hanno capito cosa vuole la riforma Moratti e solo dopo hanno deciso di manifestare, non c’è opposizione precostituita», aggiunge Enrico Franceschini (Cisl). Ci sono i Cobas che già prevedono lo sciopero generale, la Gilda che annuncia un referendum per abrogare la legge di riforma. Ma questo è il giorno dei genitori.
C’è l’assessore all’istruzione in Loggia Carla Bisleri, che conferma per l’anno prossimo tutti i servizi erogati dal Comune alle scuole. E da mamma di una bimba di seconda elementare, «se noi genitori siamo competenti per scegliere l’orario di lezione - osserva - lo siamo anche per esprimere i nostri punti di vista sulla riforma, e per criticarla».
Le richieste dei genitori . E le critiche sono nel documento che arriverà al ministero, insieme alle richieste di un tempo scuola «organico e articolato» tra mattina e pomeriggio, di un tempo della mensa di crescita e non di pura assistenza. Soprattutto gli 11mila e 500 bresciani chiedono un dietro front sul «maestro prevalente» e reclamano la pluralità dei docenti, senza distinzioni tra lezioni obbligatorie e attività facoltative.
A modo loro, lo dicono anche i bambini della seconda A Torricella, che hanno preparato bigliettini da far volare insieme ai palloncini. «Vorrei che non cambiasse niente», dice Archimede. «Voglio che le mie maestre del cuore non se ne vadano per nulla al mondo», scrive Beatrice. «Voglio che il tempo pieno rimanga per imparare e giocare con i miei compagni», aggiunge Nicolò. E via così.
Sono richieste rintracciabili pure nella lettera aperta ai parlamentari bresciani. Il «Comitato» li aveva invitati tutti, insieme al direttore del Csa Giuseppe Colosio. Ma nessuno si è fatto vedere. Colosio - spiega Esti - ha inviato una lettera «in cui si dice dispiaciuto di non potersi autoinvitare dal prefetto». E il deputato diessino Franco Tolotti «si è scusato per impegni in Commissione alla Camera». Dagli altri, silenzio. Ma il «Comitato» non si ferma per questo.