martedì 16 novembre 2004 cronaca pag. 6

BRESCIAOGGI

Riuscita in provincia la mobilitazione dei sindacati confederali contro la riforma del ministro Moratti e contro i tagli all’istruzione

Sciopero della scuola, adesioni da record

Astensioni altissime nelle elementari, alte alle medie inferiori, oltre le previsioni alle superiori

La scuola bresciana si è fermata contro la riforma Moratti e contro i tagli all’istruzione. Altissime le astensioni nelle elementari bresciane, molto alte alle medie e oltre ogni aspettativa alle superiori.
I sindacati confederali parlano di obiettivo centrato e di «successo netto». Soprattutto, non si aspettavano che in licei, istituti tecnici e professionali restasse a casa oltre il 50 per cento dei docenti.
Alle superiori «è forte lo Snals, il sindacato autonomo che non ha partecipato allo sciopero - dice il segretario Cisl Enrico Franceschini -, vuol dire che i docenti hanno sentito la posta in gioco alta e hanno aderito al di là dei propri riferimenti sindacali».
Nelle superiori bresciane, peraltro «poco sindacalizzate», agli scioperi dei confederali - spiega il sindacalista di ritorno dalla «grande manifestazione» di Roma - ha aderito, quando è andata bene, massimo il 35 per cento dei docenti.
E’ quanto ipotizzava anche stavolta in base alla partecipazione alle assemblee preparatorie. Che pure hanno avuto «un buon afflusso, tanto da far pensare a quel 35 per cento che doveva essere un limite invalicabile». Basta dire che «la punta massima si è avuta nel maggio dello scorso anno, quando si è arrivati al 61 per cento di astensioni scioperando tutti insieme, confederali e Snals».
Ma stavolta a pesare molto e a scatenare la protesta è stata «l’ipotesi di stato giuridico per legge - spiega Franceschini - che i professori delle superiori avversano con fermezza». E anche il decreto della Moratti, annunciato per il marzo prossimo, avrà avuto i suoi effetti.
In soldoni, al classico Arnaldo hanno incrociato le braccia 23 docenti su 48, allo scientifico Calini 38 su 77, allo scientifico sperimentale Leonardo 56 su 76, al Gambara 60 su 163, al Golgi 50 su 100, al Fortuny 37 su 78. «Numeri eccezionali - si lascia scappare il sindacalista, quando il cronista glieli comunica -, in roccaforti dello Snals come il Gambara e il Golgi ci sono state adesioni impossibili da prevedere».
Ma le astensioni più alte si sono avuta alle elementari, e pure alle medie, che hanno già conosciuto i decreti della Riforma. «Le notizie sono ancora parziali, ma numerose scuole della provincia - dice Franceschini - hanno chiuso completamente». E in città ci sono andate vicine. Al quinto circolo di via Colombo hanno scioperato 70 maestre sulle 76 che dovevano essere in servizio, al Sesto (San Polo) 52 su 64, al Primo (quartiere Leonessa) 52 su 91, al Nono 54 su 69.
Adesioni alte pure alle medie cittadine. Alla Carducci di viale Piave solo 5 insegnanti su 36 sono andati in classe. Alla Foscolo di via Galilei hanno incrociato le braccia in 41 su 52, alla Lana-Fermi in 29 su 49. Solo alla De Filippo di S. Polo si è scesi a 22 astensioni su 54, ma «non è per non perdere una giornata di stipendio - dicono dalla scuola -, è che c’è del malumore contro i sindacati che vorremmo sentire più vicini». In ogni caso, «se queste sono le cifre - commenta Franceschini -, molte più persone di quante facciano riferimento ai sindacati confederali hanno scioperato, in ogni ordine di scuola».
La protesta di ieri è stata proclamata da Cgil, Cisl e Uil della scuola, da Cobas, Unicobas e Gilda, e le prime valutazioni di fonte sindacale parlano di «adesioni intorno al 75, 80 per cento». I numeri della città in parte confermano. Ma ora la palla passa ai sindacati, che dovranno far valere il peso del «successo».
Mimmo Varone