Il collegio docenti del Sesto Circolo Didattico di Brescia ,nella seduta di venerdì 21 novembre 2003

ribadisce

con fermezza la propria opposizione al progetto di riforma Moratti, nella sua complessità, e ai reiterati tentativi di sua attuazione parziale che hanno l'intento di accreditare l'dea che i docenti condividano questa riforma.

I docenti manifestano il loro dissenso nei confronti della Riforma Moratti

Il primo decreto attuativo della L.53, inviato dal Ministro Moratti al Parlamento e alla Conferenza Stato Regioni perché esprimano il prescritto parere, riporta la scuola elementare agli anni 50 perché:

·      impone una figura docente predominante, il tutor, e delle figure subalterne, i docenti di laboratorio

·      l'orario viene ridotto a 891 ore (27 ore settimanali);

·      scompare il modello del tempo pieno;

·      Il tempo scuola lungo nella scuola dell’infanzia farà scomparire la compresenza

·      si reintroduce, per chi lo chiede, il vecchio doposcuola (3 ore settimanali);

·      si cancella l'organico funzionale di circolo;

·      si ridimensiona l’organico di sostegno

·      non vi è nessuna garanzia per i tempi di contemporaneità dei docenti;

·      è prevista l'esternalizzazione di alcune attività.

·      spinge la scuola dell’infanzia verso compiti di pura custodia

·      fa sì che tutte le classi della scuola dell’obbligo si presentino come delle pluriclassi.

·      crea una gerarchizzazione tra insegnanti e insegnamenti in quanto la scelta delle offerte formative è delegata al solo docente-tutor

 

n tutto questo non vi è riconoscimento del lavoro professionale che è stato fatto in questi anni dagli insegnanti che, a partire da sperimentazioni e ricerche sul campo,  hanno dato un determinante contributo alla riforma che la scuola elementare e dell’infanzia hanno messo in atto a partire dagli anni 90.

Il modello di scuola elementare e dell’infanzia oggi in vigore è un modello vincente. Ciò è confermato anche nelle ricerche internazionali e dai buoni risultati che conseguono i bambini che la frequentano.

Si ritiene che prima di attivare una Riforma sarebbe stato utile monitorare tutte le esperienze di successo che le scuole del territorio stanno da anni attuando nell’ambito dell’Autonomia.

Inoltre si sarebbe dovuto tener conto dell’opinione degli operatori della scuola (Dirigenti e Docenti) che vengono invece sminuiti nella loro professionalità.

 

Approvato all’unanimità